Una sfera, 2668 cristalli, 320.000 luci, 16 milioni di colori.

I telegiornali mi stanno facendo soffrire.
Non per la cronaca, non per la politica. Non è la crisi, non è nemmeno il meteo che promette gelo.
Oggi sono molto egoista e il servizio che più mi sta facendo soffrire è quello del Capodanno a New York.

Rivedo Times Square. Stretta allo stomaco. Perché non sono là?
Dicono che la madrina della serata sarà Lady Gaga. Altra stretta allo stomaco. Che ci posso fare? Mi piace Lady Gaga.

Parlano della sfera che scende allo scoccare della mezzanotte. Delle luci. Dei bigliettini con gli auguri e le speranze di tutti coloro che hanno voluto scrivere un pensiero su uno dei milioni di foglietti colorati che al primo secondo del 2012 verranno lasciati cadere sulla folla come una pioggia di coriandoli colorati.

Mancano meno di 10 ore al 2012, ed io non so ancora che cosa farò. Nè mi interessa. Perché ovunque sarò penserò di non essere in quella piazza felice e colorata: vorrei essere un puntino in quel delirio, una nullità, sì, ma pur sempre al centro del mondo.

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