Giorno 100

Eccomi qui con il computer sulle ginocchia, qualche vestito gettato sul letto e due valigie sul pavimento: una chiusa l’altra aperta a metà.
Ho sonno. Per provare a sconfiggere il jet lag in anticipo ho deciso di non dormire per tutta la notte scorsa in modo da crollare inevitabilmente in aereo. Solo domani saprò se questa mia tattica avrà funzionato, ma immagino di no.
Sento una leggera ansia, l’ansia da “Penso di non aver fatto qualcosa o che scorderò qualcosa”. Forse scoprirò domani anche questo.
La stanza è un forno. Fuori, invece, i gradi sono tre sotto lo zero, anche se sembra difficile crederlo guardando il sole che splende al di là delle finestre. Solo il rumore del vento lascia intuire che è inverno e non primavera.
E’ ora di chiudere anche la seconda valigia, indossare le perle e uscire a dire “Addio” o forse “A presto”.
Nel dubbio credo che dirò solo “Grazie”.

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2 thoughts on “Giorno 100

  1. Ciao Elena, ho letto sempre il tuo blog, anche se non ho lasciato mai un commento.
    Buon rientro a casa e spero che ci racconterai altre avventure.
    Luana.

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