Viaggi low-cost: made in China

5.55 di un sabato mattina leggermente coperto da nubi. Precisamente il 3 dicembre. La sveglia suona ed io mi alzo di scatto, corro in bagno e comincio a prepararmi. Alle 6.25 il taxi che ho prenotato passa a prendermi sotto casa. Alle 6.32 sono su Chrystie Street, una ragazza cinese mi guarda scendere dalla macchina nera, mi si avvicina e mi dice qualcosa che non capisco, non so se a causa del sonno o della sua improbabile pronuncia. Alla terza volta che le chiedo di ripetere, finalmente capisco: “Boston Bus”. Sì, devo andare a Boston con altre 4 persone, “can I seat and wait for the others on the bus?”
“No! Check-in before. There!”
Alle mie spalle scorgo una vetrina illuminata, all’interno due signore cinesi tentano una conversazione confusa con una coppia di turisti. Entro veloce ed una delle due al bancone mi prende il foglio della prenotazione dalle mani, controlla che i codici dei passeggeri siano corretti e infine mi restituisce il foglio sul quale mi chiede di lasciare una firma.
Esco e attendo che arrivino anche gli altri. L’autobus è previsto per le 7, ma la mia “ansia da mezzi” mi impone di trovarmi nel luogo previsto per la partenza con largo e rassicurante anticipo.
Isabella e Daniela scendono dal taxi. Chiedo nuovamente se possiamo salire e solo allora, in una strana conversazione inglo-cinese, scopro che quello è l’autobus delle 6.30, che palesemente partirà in ritardo.
Prendo il cellulare e chiamo Valeria e Stefano, sono a Little Italy, stanno arrivando. Passano meno di due minuti e li vedo scendere da uno yellow cab, nel frattempo la donna cinese sta già chiudendo il vano del pullman dove si mettono le valigie. La blocco, le indico Valeria e Stefano che si stanno avvicinando, lei dice che è troppo in ritardo, sono le 6.45 e il pullman deve partire. Insisto, “We are here, all of us!”.
Vedo il suo cricetino far girare veloce la rotella: sta pensando che facendoci salire subito sull’autobus, che è semivuoto, riuscirebbe a liberare ben cinque posti sull’autobus delle 7, nel caso qualcuno dovesse presentarsi per partire senza aver effettuato la prenotazione. Posti liberi = eventuali nuovi viagggiatori = soldi.
Subito riapre il portellone, Stefano carica la valigia, saliamo sul pullman e partiamo per Boston con un quarto d’ora di anticipo sulla nostra tabella di marcia. Peccato per quella signora seduta di fronte a me che si lamenta del ritardo e promette che si farà rimborsare il biglietto.
Ma come si fa a lamentarsi per un ritardo di 15 minuti quando il viaggio (della durata di 4 ore) costa solo 15 dollari?

Per organizzare le proprie vacanze fuori NY spendendo poco consiglio vivamente di fare riferimento ai pullman dei cinesi. Il uso sempre Gotobus.com, permette di prenotare solo l’autobus, come ho fatto per andare a Boston, oppure organizzare viaggi organizzati con trasporto e pernottamento, come ho fatto per visitare le cascate del Niagara. In entrambe le occasioni mi sono trovata molto bene. Certamente ci vuole un minimo di spirito di adattamento dal momento che è necessario passare diverse ore seduti senza potersi muovere, ma ogni 2 ore circa ci si ferma per una pausa e comunque oltre a dormire, leggere e ascoltare la musica, spesso è possibile connettersi ad internet, molti di questi autobus sono dotati di Wi-Fi! E’ possibile approfittare di ulteriori sconti viaggiando in gruppi o comunque monitorando spesso il sito che spesso offre interessantissimi deals.

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