Giorno 88

Stavo andando in bagno a lavarmi i denti prima di mettermi nel letto a scrivere quando mi sono resa conto che anziché il dentifricio avevo preso il deodorante: “Elena, non ce la puoi fare”.
Domani sarà il mio 88esimo giorno a New York.
L’ultimo giorno di lavoro con la mia collega, amica, Valeria, che mi lascia sola perché, dice, si deve laureare.

Ho una strana sensazione vivendo questa esperienza: mi sembra di essere al Grande Fratello. Non ci sono le pareti della casa, ma ci sono i grattacieli; le migliaia di persone che incontro ogni giorno in metro, nei locali, nei ristoranti, fanno parte della troupe televisiva, non aggiungono e non tolgono nulla al mio percorso.
Gli unici elementi atipici di questa “city edition” del GF sono i veri coinquilini della vera casa, ossia la famiglia (mamma+figlio+figlia) che mi affitta la stanza nell’East Village: persone con cui condivido le ore di sonno, il bagno, le pentole e il sale per la pasta; qualche parola di riguardo di tanto in tanto e that’s all.

Nella Casa siamo davvero pochi, i concorrenti principali siamo io, Isabella e, appunto, Valeria che però ha deciso di lasciare la casa prima del tempo. Di tanto in tanto, nella mia Casa del GF entra un ospite che aggiunge qualche ingrediente esterno alle varie giornate: Stefano, il ragazzo di Valeria. Infine, ovviamente, c’è il GF, ossia il Consolato, che organizza le attività, le sfide settimanali, ci premia e ci punisce.
E’ davvero una strana esperienza passare tre mesi con le stesse persone (che prima non conoscevo affatto), trascorrendo con loro diverse ore al giorno, ogni giorno: dalle 9 alle 5 con Valeria, la sera e i week-end con Isabella, le pause pranzo tutte e tre assieme. Oltre a Stefano che spunta di tanto in tanto, sometimes anche Ingrid e Maria Silvia – le altre tirocinanti – si uniscono a noi; occasionalmente qualche incontro fortuito sull’autobus o per strada riesce ad intercettare il mio umore e a condizionarlo, ma nessuno si ferma mai oltre i 4 minuti.

Considerando il mio carattere (sociale, ma non socievole) se me lo avessero raccontato non avrei creduto di poter resistere così tanto tempo frequentando costantemente le stesse persone, quotidianamente, imparando ad “accettare” i loro difetti, a capire i loro comportamenti e, quindi, tentando di adeguarmi.
Io, forse, ho fatto uno sforzo. Forse qualche volta ho dovuto accettare le cose com’erano anche se non mi piacevano. Ma sono convinta che se le cose sono andate così – bene – è perché Valeria e Isabella sono due persone splendide, due amiche che sono davvero felice di aver conosciuto e da cui ho imparato qualità che non speravo: la pazienza (sopportando Isabella, i suoi dispetti e i suoi ritardi) e la voglia di migliorare sempre (ascoltando Valeria, con le sue fissazioni sul cibo e le sue farneticazioni sul futuro).

Probabilmente con questo post ho deluso chi si aspettava di scoprire qualcosa di più sul tirocinio al Consolato, sui locali di New York o sulla vita fuori e dentro Manhattan.
Chiedo scusa, sono certa che capiranno che non potevo evitare di ringraziare due compagne speciali, che conosco da poco, ma conosco da sempre.

Grazie Vale
Grazie Is
Vi voglio – già – bene.

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3 thoughts on “Giorno 88

  1. so che vorresti che a lasciare i commenti fossero sconosciuti interessati al blog, ma non potevo non lasciare un segno della mia presenza su qst post: è trooooooppo coccoloso!!! 😀 è stato davvero un bel percorso, quello che abbiamo fatto insieme in questi mesi e sono felice di poter dire che abbiamo imparato tutte qualcosa dalle altre!! Dopo 3 mesi sono quasi diventata ecologista, vi rendete conto???? Ed Elena si sta abituando all’idea che, quando fissiamo un appuntamento, i 15 min di ritardo sono impliciti! da sottolineare, poi, Le schifezze che Valeria ha imparato a gustare!!! Questi sono traguardi da nn sottovalutare, ragazze!!! Vi voglio bene e mi mancherete!!
    P.s. Elena per colpa tua sto facendo tardi a lavoro!!!
    Xo Xo

  2. Finalmente posso gustarmi il tuo blog con calma e rivivere attraverso le tue parole le giornate che abbiamo passato insieme! adesso, invece che vedere taxi gialli e sentire clacson a ogni ora del giorno, guardando fuori dalla finestra vedo un campo avvolto dalla nebbia…la pianura padana è una desolazione!
    Sono finalmente andata a tagliarmi i capelli che New York aveva reso opachi e crespi: a parte il ciuffo ribelle posso considerarmi soddisfatta!
    Mi manca la tua compagnia di mattina, la banana delle 11 e qualche tua sgridata sul mio modo di lavorare =) Mi mancano anche le tue battute su di me, che mi hanno sempre fatto capire che sei una persona che ascolta e che riesce davvero a percepire come sono!
    Ti voglio bene piccolo istrice dal cuore tenero, so che ci rivedremo presto =)

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