La giornata della tirocinante, nella stanza delle tirocinanti

Molti si chiedono cosa io stia facendo qui. Se mi trovo a New York in vacanza o per lavoro.
Diciamo una via di mezzo.

Il 7 luglio 2011 ricevo una mail che mi dice che ho sei giorni per decidere se accettare o meno il posto che mi è stato assegnato per effettuare il mio Tirocinio. In PDF l’allegato con l’elenco dei nominativi e delle sedi. Quando avevo fatto la richiesta avevo scelto o l’Ambasciata di Londra o il Consolato di New York.
La mia espressione quando ho visto che ero stata presa per gli Stati Uniti non era esattamente quella che io stessa mi sarei aspettata. Vado o non vado?

Sono bastati pochi colloqui per decidere che se non fossi andata me ne sarei pentita, dunque ho cominciato tutta la trafila per capire che visto avevo bisogno, come ottenerlo, quando acquistare il volo, dove cercare casa e, tra l’altro, rendermi conto che avrei passato tre mesi a New York.
Sarebbe interessante spiegare quanta burocrazia abbia remato contro la mia buona volontà, ma non è questo il post.

Che cosa faccio qui?
Sono una tirocinante MAE/CRUI al Consolato Generale d’Italia a New York. MAE sta per Ministero degli Affari Esteri, CRUI per Conferenza dei Rettori delle Università Italiane, in sostanza sto facendo un tirocinio in collaborazione con il Ministero e l’Università.

Che cosa faccio, di fatto?
La tuttofare.
Siamo in tutto cinque tirocinanti, ma siamo state collocate in diversi uffici. Due ragazze all’Ufficio Scolastico, una all’Ufficio Assistenza, mentre io e la mia collega Valeria ci occupiamo della rassegna stampa e lavoriamo per la Segreteria dei Consoli.

Inizialmente facevamo esclusivamente rassegna stampa, anche perché i primi giorni tra scanner e stampanti che non collaborano e scarsa abilità nella selezione delle notizie utili l’attività richiedeva un certo lasso di tempo.

Già alla seconda settimana siamo diventate velocissime e abbiamo iniziato a fare una serie di attività alternative: scrivere lettere in italiano e in inglese in nome del Console, tradurre e correggere articoli per giornali italo-americani, creare liste di invitati per gli eventi, fare le hostess agli stessi e quindi fare networking (decisamente la parte più divertente), sfogliare enormi fascicoli per creare un database di eventi etc.

Modestamente ho anche l’onore di occuparmi delle prenotazioni dei passaporti: controllare le prenotazioni, cercare i nominativi, recuperare i fascicoli e portarli all’ufficio passaporti per la preparazione dei documenti. Un lavoro di prestigio e responsabilità che mi ha permesso di riscoprire il fascino di Excel.

Questo è, approssimativamente, quello che faccio ogni giorno: leggo giornali, controllo prenotazioni, riempio e coloro caselle in Excel e trasformo cartelle fisiche in cartelle digitali.
Quando capita l’occasione mi abbuffo ai banchetti che il Consolato è così lieto di fornire ai suoi invitati. E alle tirocinanti.

Domande?

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6 thoughts on “La giornata della tirocinante, nella stanza delle tirocinanti

  1. Il Dio Excel, che farei senza di lui?
    Scrivi di più, insieme ai ricordi le parole rimangono per sempre. I bicchieroni di Starbucks invece, non rimangono ahimè.
    Ah, ti scrivo da un Mac.

  2. Ciao Elena.
    Trovo che il tuo blog sia molto stimolante, sopratutto per chi, come me, sogna ad occhi aperti la big city ma non ha le forze economiche (o forse ciò che manca è solo coraggio) di tentare un’avventura come la tua. Se tu riuscissi a scrivere spesso su questo blog credo che ne verrebbe una “guida” molto interessante. Io la leggerei sempre.
    Non ti conosco molto, abbiamo avuto modo di vederci un paio di volte al concorso di Google a Pavia, ma ho già tantissima stima di te per quello che stai passando (rimane pur sempre un tirocinio, immagino gratuito, in un posto a migliaia di km lontano da casa dove in qualche modo devi mantenerti).
    Chiedevi se ci fossero domande… Bhè la più banale è: come hai fatto a partecipare a questa iniziativa?
    Ancora complimenti.
    Marianna

  3. Fra che bello, hai finalmente preso il Mac! Io invece non ho ancora preso l’iPhone. Sono qui in preda all’indecisione: mi serve?

    Marianna ti ringrazio! Troppe belle parole.
    Questo progetto è una collaborazione tra l’Università e il MAE, se vai sul sito dell’Università c’è una sezione che si chiama Internazionalizzazione, lì puoi trovare un sacco di possibilità per fare esperienze di ogni tipo all’estero.
    Nel caso specifico mi sono dovuta iscrivere inserendo tutti i miei dati (inclusi tutti i corsi seguiti all’università con la relativa votazione!!!) sul sito della CRUI, ho inviato la domanda quando si è aperto il bando e ho atteso di essere chiamata. In realtà mi ero anche scordata di aver inviato la domanda e quando sono stata presa non ci pensavo nemmeno più! 🙂
    Ah dimenticavo! Come correttamente immagini, il tirocinio è gratuito.

    • Bhè, avevo immaginato. E seguendo le tue “peripezie” per l’appartamento (oddio, che parolone, ci hai messo davvero poco!) sembra essere un grande investimento.
      Ad ogni modo, leggendo il tuo blog mi fai venire voglia di scappare a New York e questo lo rende ancora più interessante!
      Good luck 😉
      Marianna
      p.s. qualora decidessi di non tornare in patria (e ti capirei, eccome se ti capirei) e di trovare una coinquilina fammi uno squillo 😉

  4. Ciao Elena,
    pensavo anche io di fare domanda per lo stesso posto nel bando che ora è in corso.
    Volevo chiederti però come funziona per il visto, se servono particolari visite mediche e così via
    Grazie 🙂

    • Ciao Federica, per il visto non servono visite mediche.
      Innanzitutto iscriviti al bando, una volta accettata ti dicono loro come procedere per il visto e tutto il resto.

      Ciao ciao 🙂

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